Uber acquisirà risorse, anche umane, da Microsoft Bing. Un centinaio di tecnici del colosso di Redmond, specializzati nelle attività di raccolta di immagini del motore di ricerca, passerà infatti sotto le insegne della multinazionale del trasporto pubblico.

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Per farla breve Uber, che ai primi di maggio aveva già fatto una generosa offerta per le mappe di Here, impiegherà ingegneri di Microsoft, esperti nella raccolta dati, per rafforzare il proprio lavoro di mappatura. Entrambe le aziende hanno confermato la transazione, senza però specificare i termini dell’accordo.

In termini di manodopera il passaggio, rispetto alle dimensioni di Microsoft, non è significativo, invece il trasferimento di tecnologia è ben più rilevante. Uber, essenzialmente, è una mappa con delle funzionalità aggiuntive e non c’è da stupirsi che necessiti di ingegneri, la più preziosa merce di scambio di Silicon Valley.

Non deve peraltro stupire che Microsoft possa anche fare a meno di ingegni che attualmente non si occupano del fulcro delle attività dell’azienda. Eppure per anni Microsoft ha insistito sul fatto che Bing non sarebbe mai stato venduto e quindi vedere che anche solo una piccola parte delle sue risorse se ne sta staccando fa comunque impressione.

Questa notizia segnala anche l’ambiziosa intraprendenza di Uber: un’azienda non recluta cento ingegneri specializzati in un colpo solo senza aver costruito un business plan ben preciso.

La nuova squadra di Uber è formata dalle stesse persone che lavoravano per riempire le banche dati di immagini di Bing e ciò significa che gli effetti tridimensionali del motore e la copertura aerea e stradale dei filmati è un gran parte opera loro. Da tutti questi presupposti si può iniziare a capire che cosa abbia in mente Uber.

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Le due aziende, alla vigilia dell’intesa, hanno riferito ai media specializzati del prossimo trasferimento di risorse umane e tecnologiche, senza però precisare di quali tecnologie si trattasse.

Ad ogni modo è possibile inferire senza troppa immaginazione che, se si sta parlando di raccolta di immagini e se chi raccoglie queste immagini viene trasferito in un altra azienda, allora questo lavoro di raccolta passi al nuovo datore di lavoro.

Quindi è molto probabile che Microsoft stia vendendo parte delle proprie banche dati di immagini a Uber, pur mantenendone i diritti. È anche presumibile che Redmond stia anche svendendogli una fetta della sua torta di proprietà intellettuale.

I commenti ufficiali delle aziende sono piuttosto banali: Uber sostiene di essere “entusiasta del talento e della tecnologia che l’acquisizione comporta”, mentre Microsoft dichiara che nell’ultimo anno sono stati fatti molti “passi per concentrare l’operato della compagnia attorno alla nostra principale strategia commerciale.”

In soldoni, Uber intende chiaramente diventare un’azienda a tutto tondo, mentre Microsoft vuole che i clienti la identifichino con il prodotto.