Apple Music, rilasciata solo poche settimane fa, è stata subito acclamata da molti giornalisti del setttore hi-tech: un famoso Apple blogger, Jim Dalrymple, lodava il servizio dichiarando: “sono maledettamente impressionato.” Questo accadeva meno di un mese fa, oggi lo stesso Dalrymple sembra ricredersi, definendo Apple Music “un incubo”.

Apple Music

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A poco più di tre settimane dal lancio i critici concordano nell’affermare che l’app musicale di Cupertino ha qualche pecca da farsi perdonare e deve essere rivista. Secondo alcuni Apple dovrebbe evitare che alcune sue app richiedano il completo aggiornamento del sistema operativo.

L’idea che per introdurre un unico servizio, come Apple Music, necessiti un intervento complesso come l’aggiornamento a iOS 8.4 viene giudicata assurda. Quest’operazione rallenta aggiornamenti minori, ma invero necessari, e corre il rischio di mettere in grande difficolta gli utenti per settimane, o persino per mesi interi.

Sviluppatori indipendenti, le cosiddette terze parti, come Medium e Slack, sono in grado di rilasciare soluzioni a inconvenienti e rapide modifiche non appena sono disponibili. In questo modo gli utilizzatori ricevono automaticamente gli aggiornamenti, senza nemmeno rendersene conto, in molti casi. Apple, invece, non riesce a garantire questo tipo di flessibilità per le sue app integrate.

Immaginiamo che Apple Music abbia un consistente bug che blocca l’iPhone ogni volta che viene lanciata; per poterlo risolvere l’azienda si vedrebbe costretta a pianificare un aggiornamento OTA per l’intero dispositivo, con grande dispendio di energie e molti inconvenienti per gli utenti.

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Nel 2015 questa politica è ridicola e inesplicabile. Gli utilizzatori già esitano ad aggiornarsi all’ultima release di iOS, come è stato riscontrato per iOS 8.4, e immaginare di dover riparare Music con queste premesse diventerebbe un incubo. Ancora: iOS9 integrerà le mappe del trasporto pubblico in Maps, ma gli utenti dovranno aspettare l’autunno.

Perché mai non avrebbero potuto essere semplicemente messe sull’App Store in modo da renderle disponibili in anticipo? Le app integrate dovrebbero essere aggiornate nello stesso modo in cui avviene per quelle disponibili sull’App Store. Questo modo di (non)agire rallenta l’evoluzione tecnologica e crea situazioni spiacevoli, come quelle verificatesi con Music.

Per risolvere ognuno dei problemi riscontrati da Dalrymple (ossia la cancellazione di molti file scaricati da iTunes nel corso degli anni che non sono stati spostati nell’archivio di Music e altri inconvenienti) Apple dovrebbe fare uscire iOS 8.4.1, per risolevere dei bug minori (ma è minore un bug che ti cancella 4700 canzoni?)

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Se l’app fosse separata l’azienda avrebbe già risolto il problema e distribuito l’aggiornamento, senza costringere gli utenti a abbandonare il servizio e a tornare a Spotify. Come suggerito da alcuni, Apple potrebbe prendere esempio da Google che ha separato le app di base consentendo gli aggiornamenti di tastiera, messaggi e persino del dialer.

App fondamentali, come Maps, Podcast e Music non possono aspettare l’uscita di aggiornamenti di sistema per risolvere i problemi. Le “terze parti” hanno tutti gli strumenti per iterare i loro prodotti, mentre Apple li soffoca se non si decide a separare il grano dal loglio.

Fonte | the loop