Se Apple Music ha avuto, eufemisticamente, qualche problemino dopo l’esordio trionfale del 30 giugno scorso, Beats 1,  la stazione radio che trasmette 24 ore su 24 non solo è partita con il botto, ma continua a mietere successi di critica e di pubblico, confermandosi come la parte più riuscita del nuovo servizio musicale di Cupertino.

Beats aggiungerà almeno una stazione

Beats aggiungerà almeno una stazione

Adesso i piani dell’azienda sembrerebbero portare verso l’apertura di almeno un altra nuova stazione, dal momento che, secondo le solite fonti bene informate, Apple sarebbe in grado di aprire quante stazioni volesse, dal punto di vista tecnologico, a fino a 5, dal punto di vista legale, ossia senza dover rinegoziare gli accordi con le compagnie discografiche.

Vista l’accoglienza ricevuta sinora da Beats 1 è quindi probabile che Apple voglia espandere l’offerta di Beats Radio nel prossimo futuro. L’azienda, come d’abitudine, si è rifiutata di commentare.

Ciò significa che Apple potrebbe lanciare la nuova stazione Beats 2, con sede in Asia o più probabilmente in Australia, da dove potrebbe garantire una programmazione in diretta nel periodo in cui Beats 1 trasmette il cosiddetto “rullo registrato”.

Un’altra alternativa possibile per Cupertino potrebbe essere invece quella di usare un approccio più mirato e organizzare delle stazioni radio “stagionali”.

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Mentre poche persone si aspettavano che una stazione radio su Apple Music fosse poco più di una scappatoia, l’azienda della Mela ha dimostrato che si può utilizzare un formato di media votato all’obsolescenza e attualizzarlo con un buon successo, nonostante alcune cadute lungo il percorso.

Fonti vicine a Apple Music sostengono che le royalty pagate alle case discografiche per i pezzi trasmessi su Beats 1 siano più alte di quelle garantite dalla stazione concorrente Pandora.

Considerando l’esperienza di Apple Music in generale, secondo fonti vicine all’industria discografica, le compagnie sono “abbastanza soddisfatte” dei risultati ottenuti finora, pur continuando a mantenere un atteggiamento attendista.

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Mentre Apple Music si è assicurta un “sostanziale” numero di utenti, sempre secondo i ben informati, le etichette discografiche sono riluttanti a rilasciare qualsiasi giudizio sul servizio prima della fine del periodo di prova.

Una delle fonti ha sottolineato il fatto che fino alla fine di questo lasso di tempo, in ottobre, tutti i sottoscrittori vengono considerati dalle case discografiche come “in prova”.

Una buona notizia è stata, per Apple, che finora non c’è stata alcuna significativa caduta negli acquisti su iTunes imputabile al lancio di Apple Music.

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Infatti le solite fonti anonime indicano che, sebbene gli scaricamenti da iTunes stiano già da tempo costantemente diminuendo, nel primo mese di operatività di Apple Music non c’è stato alcun aumento in questa tendenza.

Questo però non significa che non si possa verificare la temuta “cannibalizzazione” di iTunes da parte di Apple Music. Le case discografiche sanno bene che con l’aumento delle iscrizioni al nuovo servizio i download da iTunes diminuiranno sempre di più.