Con un annuncio, pubblicato direttamente sul proprio sito,*Facebook comunica di aver*autorizzato, a partire*dal primo giugno, l’invio*di messaggi*PGP criptati. * La funzionalità modificherà la tipologia delle comunicazini*standard di gestione dell’account generalmente inviati agli utenti da Facebook per avvertirli della ricezione di messaggi privati, del cambio di password e di altre notifiche importanti. Dal momento che alcune […]
Con un annuncio, pubblicato direttamente sul proprio sito,*Facebook comunica di aver*autorizzato, a partire*dal primo giugno, l’invio*di messaggi*PGP criptati.
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La funzionalità modificherà la tipologia delle comunicazini*standard di gestione dell’account generalmente inviati agli utenti da Facebook per avvertirli della ricezione di messaggi privati, del cambio di password e di altre notifiche importanti.
Dal momento che alcune di queste notifiche potrebbero riguardare dati sensibili, il*sistema di criptaggio garantirà che nessuno possa essere in grado di leggere il contenuto dei*messaggi senza possederne la chiave d’accesso.
In precedenza questi messaggi erano stati protetti*attraverso l’uso del protocollo*https, ma quell’opzione non ne consentiva la lettura a indirizzi di posta di servizi che effettuano regolarmente la scansione delle caselle di posta in arrivo degli utenti in ragione di fini pubblicitari, come*Gmail e*Yahoo.
Gli utenti che desiderino ricevere quel tipo di messaggi in forma criptata potranno caricare una chiave pubblica nella sezione “informazioni di*contatto” della pagina “informazioni” del proprio account di Facebook.
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Facebook mostrerà anche le impronte digitali della chiave PGP come parte delle informazioni di*contatto degli utenti, nel caso in cui qualcuno voglia mandar loro dei messaggi criptati.
Da questo link*è possibile scaricare gli strumenti PGP di GNU con cui si potranno generare chiavi PGP pubbliche e private.
La nuova funzionalità di Facebook*si rivela particolarmente utile in combinazione con l’utilizzo del sito di Tor*che Facebook ha implementato a partire dallo scorso ottobre.

Insieme riescono a fornire un efficace sistema di protezione a chi voglia usare Facebook*senza rivelare la propria identità, permettendo così all’utente di ricevere avvisi senza infrangerne l’anonimato.
Si tratta, infatti, di un’opzione imprescindibile per attivisti e giornalisti che operano sotto regimi dittatoriali e che consente loro di poter continuare a usare Facebook con uno pseudonimo senza rivelare la propria identità alla rete.