Contrariamente a quanto i resoconti dei media hanno indotto a credere, il recente dietrofront di Apple rispetto alle sue precedenti decisioni di non pagare i diritti durante i tre mesi di prova del servizio (atteggiamento peraltro in linea con gli standard di mercato) rispondeva più alle esigenze dell’azienda di fare fronte alle preoccupazioni espresse dalle compagnie discografiche indipendenti e dalla propria comunità di utenti che non a una lettera aperta, più adatta appunto a monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica.

Apple Music avrmagazine

 

Infatti, dopo la decisione di retribuire gli artisti, le stipule di contratti con le etichette indipenenti stanno procedendo a tappe forzate, con l’approssimarsi della data di inaugurazione del servizio, fra meno di una settimana.

Billboard riferisce che, fra le compagnie discografiche firmatarie vi sono Merlin e il gruppo Beggars, due delle etichette britanniche che avevano duramente contestato il taglio delle royalty.

La decisione di non pagare i diritti durante la prova gratuita è una prassi comune per le società di streaming, ma il periodo non è mai superiore a trenta giorni.

Detto questo, circa il 25% dell’industria musicale, ossia tutto quel settore non controllato dalle tre major discografiche e costituito dalle cosiddette compagnie indipendenti, si era rifiutato di accordarsi con Apple in ragione del mancato pagamento dei diritti e di altre clausole minori.

Una fonte vicina alle etichette indipendenti assicura che, non tanto la lettera di protesta di Taylor Swift, quanto proprio il rischio di perdere una fetta importante di mercato e artisti del calibro di RadioheadArcade Fire, the XX e Adele, per citarne soltanto alcuni, abbia indotto Cupertino a rinunciare alla prassi consolidata e a garantire a ogni artista due eurocent per ogni brano ascoltato, che che si trasformeranno in una percentuale dei profitti una volta che tale periodo sarà terminato. Apple sta ancora negoziando il pagamento delle royalty ai compositori.

Apple Music Accordo Beggars avrmagazine

La  fonte di Billboard ha dichiarato:

Sarebbe stato molto controproducente per la propria immagine se Apple si fosse pubblicamente piegata alle richieste delle etichette indipendenti, mentre il fatto di accondiscendere alle richieste di una figura come quella di Taylor Swift ha dimostrato quanto l’azienda sia sensibile alle istanze degli artisti, diversamente da Spotify, che le ha riso in faccia quando ha ricevuto le medesime rimostranze.

Tidal, per ironia della sorte, non corrisponde compensi per il periodo di prova mensile, eppure Taylor Swift ha acconsentito allo streaming della sua musica. Charles Caldas, amministratore delegato di Merlin, ha inviato un promemoria ai suoi associati dichiarando:

Sono soddisfatto della decisione di Apple di pagare i diritti durante il periodo di prova e di acconsentire alla risoluzione di numerose altre problematiche che i nostri associati hanno direttamente comunicato all’azienda: se i termini sono questi siamo lieti di firmare il contratto.

Apple Music Accordo Merlin avrmagazine

Una rinnovata app di Music, in uscita entro il 30 giugno, sarà inclusa in iOS 8.4. Alla fine di questo mese, infatti, partirà il servizio di streaming di Apple, comprensivo del social media musicale Connect e della nuova radio Beats 1, al prezzo di 10 euro al mese per un abbonamento singolo, o di 15 euro per un abbonamento familiare per un massimo di 6 persone.

Quasi tutti gli artisti disponibili su iTunes vi saranno inclusi, compresa Taylor Swift e con la notevole eccezione dei Beatles. Gli unici dubbi rimasti sono quelli sulla qualità del servizio.

Fonte | Billboard