Fra tutti gli smart objects firmati da Apple non figurano delle auto. La Mela, con tutti gli ingegneri, i progettisti e i designer che si ritrova e con un bottino di guerra di oltre 100 miliardi di dollari da investire, potrebbe creare molte altre cose, e molto più innovative, se volesse proprio costruire nuovi prodotti in settori diversi.

AppleCar: realtà o progetto visionario?

AppleCar: realtà o progetto visionario?

Poi l’azienda, nonostante il contenzioso riguardante una presunta assunzione illegale di esperti “rubati” a una casa produttrice di batterie, non è usa a rivelare volentieri i propri piano strategici a meno che la rivelazione non faccia proprio parte della strategia di mercato, con tanto di press trolling alle conferenze.

Infatti, durante un’intervista alla Code Conference tenutasi mercoledì 27 maggio nell’amena località di Rancho Palos Verdes nella contea di Los Angeles, Jeff Williams, vice presidente operativo di Apple, ha risposto a una delle domande venutegli dalla numerosa platea che affollava la conferenza con una dichiarazione che ha fatto venire la bava alla bocca dei tech bloggers di mezzo mondo.

Alla domanda da parte di una persona presente in sala: “che cosa avete intenzione di fare voi della Apple con quei cento miliardi in surplus, a parte, chiaramente, pensare di continuare a riacquistare le vostre azioni?”

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La risposta di Jeff Williams è stata: “Beh, le autovetture non sono forse diventati i dispositivi mobili definitivi, ultimamente?”

Difficile pensare che la dichiarazione riguardi CarPlay , il sistema sviluppato da Apple per integrare l’iPhone nei sistemi di bordo di auto esclusive come Ferrari, Volvo e Mercedes, anche perché il progetto è già perfettamente inserito nel business plan della Mela e non pare richiedere enormi sforzi finanziari.

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Sarebbe più facile pensare al fantomatico Progetto Titan, alias AppleCar, alias iCar, oppure Jeff Williams ha voluto fare uno scherzo? È forse un simpatico esempio press trolling perpetrato proprio alla conferenza promossa da un sito high-tech online (re/code) che è stato appena acquisito dal gigante dell’editoria tecnologica Vox Media, proprietario, fra gli altri brand, anche di Verge; oppure si tratta di qualcosa di più serio?