Durante l’ultimo Google I/O, lo scorso maggio a San Francisco, l’azienda annunciava l’avvento di Android M, la versione più recente del sistema operativo di Android, sviluppato da Mountain View

Android M avrmagazine

Quasi subito Google ha fatto uscire una build in anteprima per permettere agli sviluppatori di Android di lavorarci un po’ su. C’erano un po’ di bug, sicuramente, ma la versione consentiva ai programmatori di sperimentare e sviluppare le loro future app, familiarizzando con il nuovo sistema operativo, prima che il grosso del pubblico potesse mettergli le mani sopra.

Ieri , Google ha fatto un altro passo nel processo di sviluppo e aggiornamento del suo prossimo sistema operativo, con il rilascio di Android M  Developer Preview 2.

Come è possibile ottenere questa seconda versione in anteprima per gli sviluppatori di Android M?

Per prima cosa occorre necessariamente possedere, o comunque avere a disposizione, un dispositivo compatibile che dovrebbe quindi per forza essere o il Nexus5 o il Nexus 6 oppure il Nexus 9.

Una volta acquistato o ottenuto il dispositivo, occore vedere se vi era già stata installata la precedente versione per sviluppatori, quella rilasciata il 28 maggio scorso.

Se la Developer Preview 1 gira gia sul dispositivo, allora si può ricevere la Developer Preview 2 attraverso la schermata di aggiornamento integrata. Se la Developer Preview 1 non è presente, allora occorre scaricare a questo link l’immagine e installarla manualmente sul dispositivo.

Vediamo ora quali sono le novita della Developer Preview 2 rispetto alla Developer Preview 1. Non molto, in verità, se parliamo in termini di utilizzo quotidiano. La Developer Preview 2 ha ricevuto la consueta risoluzione dei bug e i miglioramenti di stabilità, ma la differenza più notevole sta nelle aggiunte e modifiche delle API: a questo link si possono trovare le note di rilascio, le cosiddette patch notes.

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L’aggiunta di API potrà senz’altro essere un fatto molto promettente a patto che si faccia lo sviluppatore, ma se si è un utilizzatore finale qualsiasi, allora non occorre avere tutta questa fretta nello scaricare la seconda versione.

Detto questo, Android M porterà alcune primizie in tavola, quando sarà pronto per essere consumato dal pubblico.

Come un migliore sistema di permessi per le App Permissions: le App chiederanno i permessi all’utente quando ne avranno bisono, piuttosto di domandarli al momento dell’installazione.

L’Android Pay, il nuovo sistema di pagamento di Android, sarà come il Google Wallet, ma con la differenza che l’Android Pay sarà introdotto a livello di sistema operativo,e dal momento che Google questa volta sta lavorando più a stretto contatto con gli operatori telefonici, dovrebbe essere supportato su quasi tutti i nuovo dispositivi Android.

Doze è una funzionalità sviluppata per risparmiare energia alle app, che dovrebbe cercare la sincronizzazione quando il dispositivo è dormiente.

Infine avremo anche la compatibilità con USB C.