Ieri, martedì 14 luglio, Google ha presentato Eddystone, il suo progetto open source di beacon BLE (Bluetooth Low Energy). Ricordiamo che i beacon (segnali luminosi in inglese) sono dei piccoli dispositivi Bluetooth che trasmettono intorno a sé segnali radio a basso consumo e a corto raggio.

Eddystone Google Beacon avrmagazine

Proprio come un piccolo faro sono in grado di interagire con i dispositivi che entrano nel loro campo d’azione. Lo stesso progetto di Mountain View prende il suo nome dal faro di Eddystone, celebre faro situato in Cornovaglia, sulla costa sud-occidentale inglese.

Eddystone è stato sviluppato per dare una mano agli sviluppatori a lavorare con i beacon e fornire informazioni riguardanti la localizzazione agli smartphone degli utenti.

Dal momento che  le connessioni Bluetooth possono essere utilizzate negli interni, a differenza di quelle GPS, i commercianti, gli sviluppatori e le aziende sono in grado di localizzare con precisione qualsisi utente e in tal modo possono inviargli informazioni di grande rilevanza, tenendo appunto presente la loro esatta posizione.

Per quanto riguarda il progetto Eddystone, Google auspica fortemente che gli sviluppatori possono in qualche modo essere in grado di elaborare delle app, per quanto possibile, ancora più contestuali di quelle già esistenti.

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Ad esempio, il telefono di un utente potrebbe trasmettere i tempi di passaggio dei mezzi pubblici proprio quando si trova alla fermata dell’autobus, oppure potrebbe innescare il codice a barre presente sul biglietto nell’esatto momento in cui raggiunge il luogo della partita o del concerto in programma

Eddystone è la risposta che Google intende dare alla tecnologia iBeacon di Apple, ma Mountain View sottolinea il fatto che la nuova piattaforma è assolutamente agnostica, ossia è compatibile con standard e dispositivi differenti, a patto, beninteso, che i dispositivi supportino il BLE.

In parallelo con la presentazione di Eddystone, Google rilascerà la Nearby API e la Proximity Beacon API per aiutare gli sviluppatori a sforzarsi su come si possano convogliare dati verso dispositivi che siano nel raggio d’azione di determinati beacon nel momento stesso in cui questi ultimi ne stanno monitorando la posizione.

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Ci s’immagini, ad esempio, la possibilità di entrare in un ristorante e di ricevere il menu sul display del proprio smartphone nel momento stesso in cui ci si siede al tavolo.

Utilizzando la classica, affidabile funzione di ricerca di Google, gli utenti potrebbero anche essere in grado di tappare su piatti del menu e osservarne le foto, senza nemmeno dover chiamare il cameriere.

Per adesso Google non prevede di fare pagare alcunché per Eddystone. Con la collaborazione di aziende esterne come Estimote, Bluvision, e Kontakt.io Mountain View spera di raggiungere delle reti già esistenti sulla piattaforma di iBeacon e, contemporaneamente, di incrementare la funzionalità di Google Now.

Fonte | github.com/google/eddystone