Sappiamo bene ormai che, a partire dalla terza versione (la 1.5) di Android uscita nell’aprile del 2009, ogni importante aggiornamento del sistema operativo mobile di Google è stato battezzato con il nome di un dolce, in ordine alfabetico a partire dalla C.

 

La statua di Android Marshmallow nel giardino di Mountain View

La statua di Android Marshmallow nel giardino di Mountain View

Dopo Cupcake, Donut, Eclair, Froyo, Gingerbread, Honeycomb, Ice Cream Sandwich, Jelly Bean, KitKat, Lollipop, ora è la volta di Android Marshmallow.

Quindi ora Android M ha finalmente un nome, diverso da quello che le ultime indiscrezioni e anche gli scherzi fatti dagli stessi dirigenti di Mountain View durante l’ultimo Google I/O indicavano, il nuovo nome non sarà Milkshake, ma, appunto, Android Marshmallow.

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L’annuncio è stato dato ieri sera in un post sul blog degli sviluppatori di Android, rivolto a tutti i collaboratori e sviluppatori esterni:

Fin dal momento del lancio della M Developer Preview al Google I/O lo scorso mese di maggio, ci siamo avvalsi di tutta la vostra collaborazione e del vostro feedback. Oggi, con l’aggiornamento dell’ultima Developer Preview, introduciamo l’SDK ufficiale di Android 6.0 e apriamo il Google Play Store alla pubblicazione delle vostre app che raggiungeranno il livello 23 delle nuove API in Android Marshmallow.

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Il nuovo sistema operativo che, abbiamo letto, dovrebbe uscire sui dispositivi Android che gli saranno compatibili nel prossimo autunno, molto probabilmente alla fine di ottobre o agli inizi di novembre.

Tra l’altro è anche importante sottolineare che Marshmallow non sarà la versione 5.x, ma diventa direttamente 6.0, e ciò implica un rinnovamento sostanziale del sistema operativo.

Tutti gli sviluppatori esterni possono dunque scaricare l’anteprima dell’SDK e iniziare a testare le proprie applicazioni.

 

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Fra le nuove funzionalità che sono state sicuramente introdotte segnaliamo la condivisione diretta fra i dispositivi Android, come pure la compatibilità a livello di sistema del sensore di lettura di impronte digitali.

Ricordiamo, come specificato nel post, che gli sviluppatori esterni possiamo già iniziare a pubblicare sul Google Play Store le proprie app che abbiano le API aggiornate al livello 23.

Gli sviluppatori sono anche esortati a testare le nuove modalità di permesso per gli aggiornamenti delle app e per le installazioni, la compatibilità ufficiale per i sensori di impronte digitali e il nuovo sistema di risparmio energetico.

 

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Google dichiara che le ultime API sono incrementali: non vi sono quindi particolari differenze con l’ultima build di anteprima.

Gli sviluppatori sono anche inviatati ad approfittare del nuovo programma di beta testing per le app già compatibili con Marshmallow pubblicate sul Google Play Store.

Fonte | developer.android.com